Capitolo Centoottantanove

Ho avuto una dipendenza di cui non mi sono accorto per anni: quella delle bibite. Le bevevo sempre, ad ogni pasto e fuori. L’acqua non era nemmeno nei miei pensieri. Sfortunatamente era una dipendenza difficile da realizzare, perché ero circondato da bibite ovunque e sono di facile accesso. La loro dolcezza, combinata con la frizzantezza, aveva un che di caldo e consolatorio.Tutto è cambiato poco prima della metà del decennio scorso, quando finalmente mi sono reso conto che non era una cosa sana. Ero nel bel mezzo di quell’abuso tossico da me non voluto e pesavo quasi un quintale, bulimia a binge erano le mie compagne per cercare di sopportare il dolore della situazione che stavo vivendo. Malgrado avessi iniziato a pensare di prendermi cura del mio sovrappeso, che mi causava molti disagi nella vita di tutti i giorni, fu l’inizio della mia anoressia. Una storia che già conoscete bene.

Ora le bibite non fanno più parte della mia dieta, mi danno disgusto. Poco tempo fa ho avuto modo di poterne riassaggiare una e la sensazione non è stata piacevole. Oggi l’acqua del rubinetto è la mia unica opzione e sono contento così. Mi fa sentire molto meglio. Quando esco mi porto sempre dietro la mia borraccia metallica, con grande guadagno anche per l’ambiente che deve sopportare meno plastica.

15 pensieri riguardo “Capitolo Centoottantanove

      1. Ci sono frotte di specialisti ben pagati che concorrono a far in modo che: tu noti il prodotto (deve saperti attirare sia a scaffale che su qualche media), lo afferri, lo paghi, lo consumi, crei un rapporto di dipendenza e non lo molli più. Darti dello sciocco è non rispettare tanta professionalità… 😉

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  1. Purtroppo dalla bulimia si passa a l’anoressia e viceversa. È una cosa che purtroppo ho già visto accadere e so quanto possa essere dura. Per dire io in passato facevo binge eating quando mi sentivo male. Adesso riesco bene o male a tenerlo sotto controllo ma il pensiero delle abbuffate ancora non mi ha abbandonato. Ecco, questo è un argomento che necessiterebbe di un approfondimento. La depressione e il malessere possono portare anche a questo. Ci vuole veramente una campagna di sensibilizzazione.

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